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Economia circolare: qual è la nuova strategia?

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Secondo il MiTE, la strategia nazionale per l’economia circolare è un documento programmatico all’interno del quale sono individuate azioni, obiettivi e misure che si vogliono perseguire nella definizione delle politiche istituzionali volte ad assicurare un’effettiva transizione verso un’economia di tipo circolare.

Il 2035 è il termine ultimo per l’adozione di queste misure, sebbene nella pratica non abbiamo tutto questo tempo. Infatti, già nel 2017 è stato pubblicato un documento per far transitare l’Italia verso un modello di economia circolare, ma il mese scorso il MiTe ha aggiornato questo documento dato le nuove necessità provenienti dal mondo esterno.

Parlando nei giusti termini, per economia circolare non si intende semplicemente riciclo, ma un vero e proprio cambiamento che comporta le imprese a sovvertire i loro modelli di business, come ad esempio il passaggio agli strumenti digitali.

Ma non si tratta solo di utilizzo di strumenti digitali, ma anche adeguati strumenti finanziari e legislativi che permettono di creare dei rapporti stabili tra le varie associazioni di categorie, consorzi di aziende, enti di gestione ed enti di controllo.

In economia circolare, qual è la responsabilità estesa del produttore?

I Sistemi EPR sono strumenti organizzativi che vengono impiegati per passare da un modello lineare ad un modello circolare, estendendo le nuove forme di responsabilità ad una forma estesa!

Per quanto riguarda le plastiche, in particolare, diventa necessario implementare i regimi EPR che portano sicuramente alla responsabilizzazione degli operatori economici, i quali si sentono, quindi, responsabili del raggiungimento degli obiettivi comunitari. Allo stesso modo, anche nel settore tessile diventa prioritaria l’introduzione di una strategia che disciplini le modalità di riutilizzo dei rifiuti.

Invece, il ruolo del consumatore?

Nella Strategia dell’economia circolare è previsto un capitolo intero alla figura del consumatore perchè i miglioramenti che deve portare l’implementazione di queste strategia devono riguardare non solo il miglioramento delle produzioni, ma anche il cambiamento dei modelli di consumo.

Però, per rendere i consumatori consapevoli è necessario:

  • combattere la pubblicità ingannevole;
  • promuovere la conoscenza e l’uso dei marchi riconosciuti (ed esempi Ecolabel, ndr), sia per quanto riguarda gli aspetti ambientali che per quanto riguarda gli aspetti sociali;
  • incentivare, anche fiscalmente, le attività di riparazione e quelle che mettono in condivisione prodotti e servizi.

…Non dimentichiamoci dell’acqua!

Anche per l’acqua è necessaria l’economia circolare.
In questo caso diventa necessario:

  • la revisione del quadro normativo vigente e l’unificazione delle diverse prescrizioni, requisiti e standard di qualità delle acque, rintracciabili in diversi testi e disposizioni di legge, in un unico provvedimento coordinato e di facile utilizzo per gli operatori;
  • Il possibile ampliamento delle tipologie di acque riutilizzabili per diverse destinazioni d’uso, a prescindere dalla propria origine. “Infatti, va ribadito che fintanto che vengono rispettate tutte le qualità chimico-fisiche e microbiologiche dell’acqua trattata, la sua origine non deve precludere alcun tipo di utilizzo che sia industriale, agricolo o civile”.

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